TAPPA N. 17: CORTILE DEI GIGANTI

Il Cortile dei Giganti venne realizzato nel XVII secolo come un grande palcoscenico all’aperto dove ospitare spettacoli e rappresentazioni teatrali.

In occasione del matrimonio tra Pio Enea II e Lucrezia Dondi dall’Orologio, celebrato nel 1629 le mura perimetrali vennero interamente affrescate da Antonio Cerva e Ippolito Ghirlanda. La decorazione prevedeva 14 archi in prospettiva per lato ispirati ai racconti di Vitruvio e all’interno di ciascun arco era rappresentato un uomo d’arme alto circa 4 metri (da cui il nome “cortile dei giganti”) che portava lo stemma araldico di ciascuna delle famiglie aristocratiche imparentate con i novelli sposi.

Negli anni ’30 dell’ottocento i nuovi proprietari, la famiglia Asburgo-Este, decise di coprire l’intera superficie con un nuovo strato d’intonaco che ha nascosto gli affreschi fino all’intervento realizzato nel 2018 quando il cortile è stato restaurato, e sono stati riportati alla luce 1233 m2 di superficie pittorica, la più grande degli ultimi trent’anni in Veneto. Purtroppo non è stato possibile recuperare tutti gli affreschi del tempo, alcuni erano compromessi dall’umidità, ma si intravedono ancor oggi, alle pareti laterali, proprio i “Giganti”.

Percorrendo tutto il viale centrale ed avvicinandosi alla facciata dove finisce il cortile, si ha una vera sorpresa guardandola da vicino perché si scorgono tutte le sinopie, ossia il disegno preparatorio dell’affresco che è rimasto originale del ‘seicento seppur ormai senza il colore. Le sinopie sono state ripassate con un color seppia per dare la lettura e la leggibilità di quello che era il disegno preparatorio dell’affresco realizzato nel XVII secolo. Arrivati alla fine del cortile voltatevi e guardate il castello: c’è una delle viste più belle sul Catajo intero.