TAPPA N. 11: STANZA DELLA PRUDENZA E DELLA PACE   

Ricordiamo che è VIETATO FOTOGRAFARE e FILMARE gli affreschi (anche senza flash) ed è VIETATO TOCCARE e VIETATO APPOGGIARSI ALLE SUPERFICI AFFRESCATE.

Questa sala più piccola rispetto alle precedenti differisce per la mancanza dei due elementi che finora hanno caratterizzato le altre stanze: non c’è infatti il camino e non c’è nemmeno uno stemma di dedica. Sopra le tre porte però ci sono tre allegorie che danno il nome alla stanza stessa. Partiamo dalla prima, quella sopra la porta dalla quale siamo entrati. È’ allegoria della PRUDENZA, che tiene in mano un compasso per misurare con prudenza le cose. C’è anche un serpente, ritenuto nei secoli passati l’animale simbolo della prudenza e l’animale che sta più attento tra tutti prima di mostrarsi e prima di compiere un’azione

Sopra la porta dove invece c’è un tendaggio c’è l’allegoria della PACE, una figura femminile che calpesta le armi, simbolo del suo opposto, della guerra, che se n’è andata, e lei le sta cancellando e porta invece nella sua mano destra una cornucopia dalla quale escono melograni, uva, fiori, spighe di grano, simbolo di abbondanza, di prosperità e di benessere, che solamente la pace è in grado di portare.

L’ultima, la terza porta, ha in cima una figura singolare. È l’allegoria dell’OCCASIONE ed è la più interessante non solo di questa stanza ma forse addirittura dell’intero ciclo pittorico e quindi andiamo ad analizzarla per qualche istante in più. Andiamo a vedere come è rappresentata questa figura femminile partendo dal basso. Sotto i piedi lei ha una ruota che simboleggia l’occasione che gira sempre, e un po’ come la fortuna, va avanti e arriverà da tutti prima o poi ma bisognerà coglierla velocemente. Infatti lei ha le ali ai piedi, per scappare, per correre via più veloce del suo inseguitore. È completamente nuda, questa figura, perché l’Occasione è un po’ come la fortuna: non nasconde niente, mostra tutto. Ma l’occasione deve essere anche attraente: se non fosse attraente nessuno la prenderebbe mai, e questo è doppiamente interessante, perché lei ci mostra il concetto di attraenza e di avvenenza di una donna del cinquecento con dei canoni estetici forse un po’ diversi da quelli di oggi. Arriviamo alla sua testa, dove ha una strana acconciatura, uno strano taglio di capelli. Completamente rasati dietro la testa e con una lunga frangia sulla fronte. Lei ci offre la possibilità di coglierla allungando quel ciuffo, quella frangia che tende verso di noi, verso lo spettatore. Noi da li possiamo afferrarla e possiamo coglierla ma se non la afferreremo in tempo il rasoio che lei sta terminando di utilizzare nella mano, si è appena rasata i capelli per fare in modo che non possiamo più tirarla per i capelli. E’ un modo di dire che ci fa capire che dobbiamo cogliere l’occasione nel momento in cui passa.