TAPPA N. 10: MARIA BEATRICE D’ASBURGO-ESTE

Ricordiamo che è VIETATO FOTOGRAFARE e FILMARE gli affreschi (anche senza flash) ed è VIETATO TOCCARE e VIETATO APPOGGIARSI ALLE SUPERFICI AFFRESCATE.

Sul pilastro che sta sulla destra della portafinestra, all’altezza degli occhi potete notare dei segni a matita fatti di righe, un nome ripetuto più volte e alcune date. Fate molta attenzione a non toccare la parete. Avvicinandovi, potete leggere, scritto con una delicata calligrafia, il nome abbreviato “Maria Beatrice”. Partendo dal basso si legge la data del 28 luglio 1838, per poi notare altre date verso l’alto in ordine crescente. Ci troviamo davanti ad una rara e preziosa testimonianza di un momento di vita privata di una adolescente dal sangue blu e dal nome che ci rivela il suo rango: Maria Beatrice Anna Francesca d’Asburgo Este: Arciduchessa di Modena, Reggio Emilia, Mirandola, Massa e Carrara e Principessa d’Austria Boemia e Ungheria.

Ogni estate in cui ritornava in vacanza al Catajo annotava la sua crescita sul pilastro che state guardando. Questo ci apre un punto di vista intimo e giocoso su una bambina che ha fatto quello che molti altri bambini fanno ancora oggi comunemente. La vita di Maria Beatrice però fu tutt’altro che comune. Nelle sue vene scorreva il sangue delle più importanti casate reali europee. La nonna paterna era l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, il nonno materno il Re Vittorio Emanuele I di Savoia. Il re e la regina di Francia, Maria Antonietta e Luigi XVI erano suoi zii, così come il re di Napoli e il re di Spagna. I Borbone di Parma e i Lorena di Toscana erano suoi cugini. Ebbe un’infanzia spensierata giocando ogni estate nei giardini del Catajo che descriverà sempre come “la casa del cuore”. Nel 1847 però le venne imposto il matrimonio con Juan Carlos di Borbone Spagna, erede legittimista al trono iberico. Il matrimonio si rivelò infelice, il marito era concentrato esclusivamente ad affrontare le guerre di successione carlista al trono di Spagna che lo vedevano pretendente e dopo la sconfitta tentò la successione al trono di Francia e Navarra nuovamente fallimentare. La coppia dopo alcuni anni decise la separazione, cosa ritenuta umiliante per l’epoca e che costrinse Maria Beatrice ad un esilio tra l’Austria e l’Inghilterra con i due figli nati dal loro matrimonio. Questi segni alle pareti però riportano alla memoria quelli che furono indubbiamente i momenti più felici della sua fanciullezza, fatta di giochi spensierati, una bambina normale lontana dai doveri, delle rigidità dell’etichetta di corte e di una vita decisa da altri al suo posto.

Per proseguire con la visita, bisogna ritornare al salone principale (dove si trovava la tappa n.7) e da lì imboccare la porta in fondo a destra, che conduce alla tappa n. 11.